Valcamonica, turismo e DPCM: seconde case accessibili?

I luoghi a forte vocazione turistica, come la Valcamonica, hanno pagato un conto salatissimo a causa delle limitazioni agli spostamenti introdotte per contrastare la diffusione del contagio da Coronavirus. La domanda turistica è stata fortemente condizionata dalla situazione sanitaria e questo, unito alla mancanza di certezze, ha scoraggiato i turisti dal prendere una decisione sulle proprie vacanze, che in molti casi sono state rinviate al post epidemia. Questi timori sono stati condivisi anche dai proprietari e dai conduttori di seconde case.

Già nello scorso autunno, sia i proprietari che gli inquilini hanno cercato rassicurazioni sulla possibilità di spostarsi verso le seconde case, senza rischiare di incorrere in sanzioni. Oggi, a pausa natalizia già conclusa, sembra sia stata fatta chiarezza. Il Viminale ha inviato ai Prefetti una circolare interpretativa dell’ultimo Dpcm del 14 gennaio 2021, dove si affronta il nodo seconde case. Sul piatto ci sono diversi interessi ed esigenze: quelle dei proprietari, che si trovano a dover versare tasse ed imposte piuttosto consistenti indipendentemente dal godimento dell’immobile; ma anche i bisogni dei conduttori, che non si sono sentiti sicuri negli spostamenti pur avendo una soluzione in locazione da poter sfruttare. A quanto pare è stata abbracciata una soluzione interpretativa più elastica e permissiva. Il Viminale ha chiarito che la seconda casa è a tutti gli effetti un’abitazione e non essendovi, nell’ultimo Dpcm, un espresso divieto agli spostamenti verso le seconde case, allora questo è sempre consentito. Anche in zona rossa. Anche al di fuori della propria Regione di residenza. Nel rispetto del coprifuoco, naturalmente.

Attenzione, però. La novità riguarda solo in nucleo familiare convivente e non si estende agli amici. Inoltre, lo spostamento verso le seconde case è consentito solo se la casa è di proprietà oppure è condotta in locazione e non si estende a soluzioni abitative che possono comunque essere nella disponibilità di un soggetto; il classico esempio è quello della casa dell’amico o del parente prestata per qualche giorno di vacanza. Vi deve essere un titolo giuridico che legittima il godimento dell’abitazione (e cioè la proprietà o la locazione).

Questo via libera ha destato molte critiche. La prima tra tutte è l’assenza di un documento ufficiale che metta nero su bianco la possibilità di raggiungere la seconda casa. La sezione FAQ del Governo, in questo caso, non è stata di aiuto, essendo rimasta in fase di aggiornamento per diversi giorni dopo l’adozione dell’ultimo Dpcm. In secondo luogo, l’interpretazione non tiene conto di altre realtà immobiliari, come le multiproprietà e gli affitti brevi.

Infine c’è la consueta instabilità a cui siamo ormai abituati: non si può, infatti, escludere a priori che si faccia marcia indietro da un giorno con l’altro.

Scarica l’infografica sul dpcm 14.01.2021:

Immagine di padrinan, Pixabay