Responsabilità digitale per i fornitori e i fruitori di servizi digitali

Ogni giorno abbiamo a disposizione opportunità e soluzioni tecnologiche. Compriamo servizi e prodotti con un processo di acquisto perlopiù digitale, ci affidiamo a servizi digitali – i social network, per esempio, lo sono – e il nostro tessuto imprenditoriale sta affrontando la quarta rivoluzione industriale, quella tecnologica.
I limiti tra virtuale e fisico si fanno sempre meno delineati e vi è un intreccio di nuove abitudini che contribuisce alla creazione di modelli sempre più ibridi.

Il comune denominatore di questa trasformazione, anche sociale, è la digitalizzazione.

Esiste una responsabilità digitale? Come consumatori, siamo responsabili delle azioni che compiamo online? Le aziende hanno una responsabilità nel percorrere il loro processo di digital transformation?

Rispondere è facile; capire come tradurre in azioni quotidiane e concrete questo principio è molto più difficile.

Sì, siamo responsabili di ciò che facciamo online; e di nuovo sì, le nostre aziende hanno una responsabilità digitale.

La tecnologia è uno strumento: dipende dall’uso che se ne fa.

Quando navighiamo online o ci affidiamo ad un servizio digitale, siamo noi gli artefici delle nostre azioni: se si diffama una persona preferendo lo strumento informatico o si divulgano contenuti lesivi del diritto d’autore, innanzitutto la responsabilità è personale; ci possono essere, poi, delle responsabilità anche in capo al gestore della piattaforma, ma questo non può essere lo scudo dietro a cui pararci per non subire le conseguenze delle nostre azioni.

Lato azienda, invece, la buona governance si traduce anche nella capacità di gestire le variabili legate all’implementazione di soluzioni altamente tecnologiche per innovare il processo produttivo, come le blockchain e l’intelligenza artificiale. E così, per esempio, spetterà all’azienda cogliere preventivamente i rischi a cui i diritti dei portatori di interessi – consumatori in primis – sono o potrebbero essere soggetti, attivandosi tempestivamente con l’adozione di tutele atte a contrastarli. La buona governance, quindi, si traduce anche in buon governo dei rischi derivanti dall’uso della tecnologia, con effetti diretti nel nostro tessuto sociale.

Questo intreccio di responsabilità, sociale e digitale, ci consente di non vivere la trasformazione digitale a compartimenti stagni; il vero progresso è globale: tecnologico, sociale, ambientale ed economico.