Recensioni online e sui Social: attenzione a non scrivere diffamazioni

Ai titolari di un esercizio commerciale nel settore ricettivo in un territorio a forte vocazione turistica come il nostro, è consigliato monitorare i social network per verificare che non vi siano post o commenti negativi sul loro operato. Le critiche, infatti, possono creare un danno di immagine, con ripercussioni anche economiche. Ho intervistato lo chef Mario Bezzi e Fabio Scalvinoni per avere una fotografia della situazione in Valle Camonica.

Molti utenti prima di acquistare un prodotto o un servizio, consultano social e altri strumenti di recensione, per essere certi della sua validità, qualità e convenienza.

Le critiche, in linguaggio corretto e non offensivo, che rispecchiano il reale accadimento dei fatti, costituiscono una diffamazione?

Le recensioni, anche negative, condivise dagli utenti sui social, se rispecchiano il reale accadimento dei fatti e sono scritte con linguaggio corretto e non offensivo, non costituiscono diffamazione. Queste pagine social sono importanti per la trasparenza, perchè sono in grado di evitare pubblicità ingannevoli e, quindi, danni ad altri clienti; aiutano la concorrenza leale. Se la critica è costruttiva e non denigratoria, certamente è un aiuto per i consumatori e anche per il titolare dell’esercizio commerciale stesso, il quale può lavorare direttamente sui profili in cui è meno virtuoso, traendo dei benefici. C’è un elemento, però, che occorre tenere il considerazione quando si commenta online, o si subisce il commento: ciò che è stato postato è memorizzato nel tempo. Se pensiamo alle strutture ricettive, è facilissimo vedere contenuti che mettono in guardia gli utilizzatori per situazioni che, molto spesso, sono fortemente aggravate rispetto alla realtà; il rischio è che non vi siano i requisiti per aversi diffamazione con potenziali gravi danni per l’esercente.

Nel turismo locale, l’analisi delle recensioni postate nel tempo ai ristoranti dell’alta Valcamonica restituisce un’immagine veritiera della qualità dei servizi offerti. Lo chef Mario Bezzi del ristorante Sanmarco di Ponte di Legno mi rappresenta che il turismo dalignese è eterogeneo ma elitario e, come ristoratore, ha imparato a comprendere e soddisfare le esigenze dei clienti, spesso appagabili con una buona dose di attenzione.

Le stesse conclusioni sono condivise dall’Associazione Ristoratori di Valle Camonica. Fabio Scalvinoni, presidente dell’Associazione e fondatore del brand Aglio&Oglio, mi segnala l’importanza delle critiche costruttive, perchè aiutano il ristoratore ad orientarsi e migliorarsi costantemente. In Valcamonica, tra gli associati, non vi sono stati casi eclatanti di recensioni diffamatorie; l’Associazione nei casi di critiche dai toni accessi suggerisce di rispondere in modo pacifico, cercando di sedare la polemica.

Da utilizzatori, quindi, teniamo sempre a mente che la visione condivisa online è sempre e solo parziale. Imprescindibile, in questi casi, è l’analisi a trecentosessanta gradi di tutti i commenti.

Articolo scritto per il Movida-Terre Camune Magazine