Quiz sui social: sono del tutto gratuiti?

“Che tipo di animale sei?”, “Chi eri nella tua vita passata?”, “A quale attore assomigli?” sono alcuni dei famosi quiz che puoi fare online, soprattutto sui social.
Può sembrare un modo innocente, facile e gratuito per divertirsi in questi giorni di lockdown, ma tutto ha un prezzo. Ci lasciamo facilmente ingannare dalla gratuità di un servizio, dimenticandoci che poche, anzi pochissime cose, sono a costo zero.

E se questo non è quantificato in Euro, spesso è misurato in dati personali.

All’azienda che ha programmato il quiz, infatti, con la nostra partecipazione, forniamo una serie di dati personali presenti nel nostro profilo pubblico. Ai questi gestori vengono letteralmente consegnate informazioni per loro preziose, come l’email di registrazione – ecco perché poi arrivano tutte quelle spam – la data di nascita, i mi piace, ecc.
Queste aziende non vendono quiz, dato che sono gratuiti, ma compiono indagini di mercato per ricreare il nostro profilo da consumatore, in modo da fare del marketing mirato con la promozione dei prodotti giusti. Ecco che iniziano a comparire banner pubblicitari vicini ai nostri gusti ed interessi e questo ci spinge a comprare di più.

Messa in questi termini, la partecipazione ai quiz dei social non è gratuita, anzi.

È una cosa legale?

Sì, se abbiamo autorizzato a questo trattamento.
Le leggi sulla privacy e le Autorità che vigilano sul rispetto di queste norme non possono sindacare il nostro consenso, se espresso in maniera libera, specifica, informata ed inequivocabile.
È per questo motivo che non si dovrebbero mai spuntare dei consensi senza riflettere, ma imparare a gestire la nostra privacy online con consapevolezza.

Sul sito del Garante della Privacy, e sui suoi canali social, ci sono tante informative e linee guida, che ci possono aiutare ad arricchire la nostra coscienza privacy.

La vera domanda, quindi, è questa: vale davvero la pena cedere i dati per un’informazione del tutto casuale e inutile?

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi

Immagine di Simon, Pixabay