Possibilità e sfide dell’Open Insurance

Se sei assicurato presso qualche compagnia, il futuro del mondo assicurativo è l’Open Insurance, che si prefigge l’ambizioso obiettivo di rivoluzionare il modo di fare polizze.

Open Insurance è l’accesso e la condivisione di dati personali e generali relativi ad un certo servizio. Pensa ad una sinergia tra compagnia assicurativa e istituto di credito o startup per esempio: questi ultimi possono beneficiare delle informazioni della compagnia per offrire all’utente un prodotto od un servizio migliore. Viceversa, le assicurazioni, proprio grazie a questo sapere, potranno disporre di un ventaglio di polizze ampiamente flessibili, modellabili sui reali bisogni dell’assicurato. Non solo: se la polizza si fa online, si potrà migliorare l’esperienza di acquisto, per conformarla alle aspettative di acquisto dei clienti, che saranno facilitate.

Questa sinergia tra partner assicurativi e altri, come gli attori commerciali dei servizi per il nostro tempo libero, della casa o dello sport, consentirà di creare degli ecosistemi ibridi, superando la visione a compartimenti stagni. Pensa ai sistemi di smart home: se i dati della domotica sono accessibili alle compagnie assicurative, queste possono offrire al consumatore finale una polizza sartoriale, cucita sulle sue specifiche esigenze. Lo stesso vale per le polizze sulla salute: sfruttare i dati dei dispositivi indossabili che rivelano i segnali biometrici consente di plasmare soluzioni sulla base dei parametri sempre aggiornati sullo stato di salute degli utenti.

Sebbene le possibilità e i benefici dell’Open Insurance siano visibili, di certo non mancano le sfide, prima tra tutte quella della privacy. Il nodo è il consenso dell’interessato: nell’ambiente open, i dati personali anche sensibili vengono condivisi tra più soggetti; c’è un solo consenso per più titolari del trattamento. Per avere un consenso a prova di privacy, in questo caso, occorre lavorare su più fronti. Migliorare l’educazione digitale degli utenti ed elevare l’informativa privacy ad un vero strumento di fiducia titolare-interessato, senza limitarla ad un adempimento burocratico <<perché la legge impone di farla firmare>>. Una buona informativa – ossia chiara, semplice e intellegibile – aiuta l’utente a capire che fine faranno i suoi dati e che tipo di consenso sta esprimendo.

Muovendosi in un ambiente digitale, infine, non si devono sottovalutare i rischi sulla sicurezza informatica dei dati, neutralizzabili dall’applicazione di idonee misure.

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi.

Scarica l’articolo pubblicato da Daily Insurance sull’Open Insurance scritto a quattro mani con l’avv. Andrea Maura: