Minori & Social

Navigando online spesso si incontrano insidie molto pericolose, soprattutto per i minori. Il caso TikTok, di inizio anno, che abbiamo approfondito anche in questa rubrica, è stato il più esemplare, teatro di challenge – letteralmente sfide – potenzialmente mortali, e non solo.

Garantire un accesso sicuro ad internet ed ai social è oggi un imperativo categorico, non più rinviabile.

Chi deve, quindi, occuparsi di rendere internet un luogo sicuro per i più piccoli?

È questa la vera domanda a cui dobbiamo rispondere per ispirarci all’elaborazione di programmi di prevenzione, contenimento e tutela dai pericoli virtuali a cui i minori rischiano di essere esposti. L’Italia ha deciso di dare un forte segnale, istituendo un Tavolo Tecnico sulla tutela dei diritti dei minori nel contesto dei social network, a cui siedono anche due Autorità: il Garante Privacy e l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. La presenza di due Autorità eleva il paniere di multidisciplinari competenze degli esperti che lavoreranno in sinergia per rendere i social un ambiente sicuro anche per gli adolescenti.

Chi è chiamato a questo intervento? È un compito delle Big Tech, che sono le società che gestiscono i social, della scuola, perché attui dei programmi di educazione digitale, dei genitori, delle Autorità o di un altro soggetto ancora? È un interrogativo profondo, che oggi lascerò privo di soluzione, perché una risposta avventata e superficiale rischia di non essere resa nell’interesse dei più piccoli. È importante mantenere una visione ampia, che coinvolga e renda partecipi tutti i soggetti sopra citati. Ognuno di loro può fare qualcosa per rendere i social, come auspica il Presidente del Garante Privacy, una grande opportunità di condividere esperienze e crescere insieme. I genitori, per esempio, possono imparare a conoscere i social più utilizzati dai figli, anche iscrivendosi; nelle scuole o in altri luoghi di ritrovo/aggregazione degli adolescenti si può dare spazio all’educazione digitale, coinvolgendo anche i genitori. Le Autorità, invece, possono tracciare il perimetro delle azioni da fare affinché chi elabora queste piattaforme – ossia le Big Tech – crei strumenti a rischio limitato.

La domanda a cui ti chiedo di rispondere oggi è questa: cosa puoi fare tu, già da ora, per rendere internet e i social un luogo sicuro per i più piccoli?

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi