MINORI E PRESENZA ONLINE: OCCHIO ALLE IMMAGINI SUI SOCIAL

Si stima che il 92% dei bambini con età inferiore ai due anni appaia nel web.
Da una ricerca condotta dall’Unicef è emerso che i minori hanno una presenza online del 71% rispetto alla popolazione totale. Ciò significa che su cento immagini di persone, settantuno sono di minori.

Tutti noi sappiamo che l’ambiente virtuale non è popolato da sole persone perbene. Anzi: per i minori la rete è molto pericolosa, perché è frequentata da moltissimi pedofili.
Solo in Lombardia, nello scorso 2019, il compartimento di Milano della Polizia Postale ha denunciato ben trentotto soggetti e tratto in arresto un trentanovesimo per reati connessi alla pedofilia online.

Le vittime sono minori, a volte molto piccoli. Anche di età inferiore ai dodici anni.

Sempre secondo la Polizia Postale, oltre la metà delle fotografie presenti nei siti pedopornografici provengono dai contenuti condivisi ingenuamente dagli utenti.
Pubblicando le immagini dei nostri figli, quindi, rischiamo di alimentare questo viscido mercato.

La Polizia Postale spesso si spende in campagne di sensibilizzazione, volte ad invitare i genitori a non condividere sui social le fotografie dei propri figli. Postare la foto di un bambino non è vietato, sia chiaro, ma è sconsigliato. Se vogliamo condividere queste immagini abbiamo bisogno di prendere delle precauzioni. Quindi, meglio evitare di inserire delle informazioni confidenziali, come l’indicazione della scuola o dei centri ricreativi che il piccolo frequenta; è fondamentale che dalla fotografia non emerga questa notizia, né che sia riportata nei commenti o nella geolocalizzazione. È anche consigliabile rendere irriconoscibile il volto del minore, pixellandone il volto od oscurandolo con uno stickers o un’emoticon. Per fare questo, puoi scaricare sul tuo smartphone una delle tantissime app che dispongono di una funzionalità simile. 

Con questi semplici e facili accorgimenti puoi proteggere un bambino dagli occhi virtuali malvagi.

In ogni caso, prima di pubblicare qualsiasi immagine, dobbiamo porci questa domanda: “voglio che un estraneo veda questa fotografia?”. Se la risposta è negativa, perché l’immagine rappresenta un momento intimo o per altre motivazioni, allora meglio non condividere lo scatto. Quella fotografia può essere visualizzata nel resto del mondo, senza che tu faccia alcun click o acconsenta alla sua riproduzione.

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal, Bresciaoggi edizione del 13.10.2020.

Foto di Sharon McCutcheon, Pexels