Internet, un diritto di questo millennio

Siamo soliti annoverare tra i diritti fondamentali solo quelli che riusciamo ad immaginare come strettamente connessi alla persona e alle sue libertà. Parliamo, quindi, di diritto alla vita, alla salute, di pensiero e alla privacy.

I diritti umani appartengono all’uomo in quanto tale: un pacchetto a cui nessun individuo può rinunciare. È un catalogo in continua evoluzione, che si arricchisce delle nuove tutele che si palesano come necessarie al mutare della società.

Con l’evoluzione tecnologica in crescita esponenziale, oggi abbiamo il dovere di considerare un diritto umano anche il diritto all’accesso ad Internet.

Internet è una risorsa globale: ha contribuito a rendere la nostra società più aperta e incline a guardare oltre le proprie mura domestiche. La rete annulla le distanze geografiche e ci permette di conoscere in tempo reale gli accadimenti che avvengono in luoghi lontanissimi da noi.

Riconoscere all’accesso ad Internet il rango di diritto umano significa garantire a tutti la possibilità di connettersi ad un mondo senza frontiere e di esprimersi in libertà.

Spesso ridicolizziamo l’importanza del Web, minimizzandola nelle sole possibilità di iscriverci ad un social o di scambiare messaggi e fotografie con WhatsApp o similari. La disponibilità di una connessione, invece, unita al possesso di uno smartphone, un tablet o un pc, sono elementi di vitale rilevanza. Di ciò, nei mesi scorsi ne abbiamo avuto la conferma.
I social, ma più in generale la possibilità di connetterci ad Internet, sono stati una finestra sul mondo durante il periodo del lockdown. Abbiamo usato la rete per lavorare, studiare, cercare ricette di cucina e videochiamare amici e parenti. Molti nostri concittadini, però, sono stati esclusi da questa realtà: sono ancora molte le famiglie sprovviste di un pc o di altri strumenti per l’apprendimento.

In più, in molti territori non è ancora presente una connessione ad Internet veloce. Basti pensare alla nostra Provincia: non tutti i Comuni bresciani sono coperti dalla fibra veloce (anche se buona parte è già dotata della rete ultrabroadband).

I fatti, quindi, hanno provato quanto oggigiorno l’accesso ad Internet sia essenziale e vitale. A questo punto, servirebbe un riconoscimento universale di tipo normativo.

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi

Immagine di GDJ, Pixabay