Il potere dei dati: strategia efficace per la ripresa

Mediamente, ogni famiglia ha in uso almeno un veicolo; i numeri crescono per coloro che abitano lontano dai grandi centri urbani, avendo necessità di spostarsi per molti chilometri in assenza di una rete di trasporto pubblico ben organizzata (pensiamo a tutti i territori marginali della nostra Provincia: essere automuniti è essenziale).

L’Unione Europea ha fissato al 2035 lo stop alle immatricolazioni di autoveicoli benzina e diesel; l’alternativa preferita, al momento, è l’alimentazione elettrica.

Non entro nel merito dell’efficacia della strategia europea, che pare preferisca la transizione verso l’auto elettrica piuttosto che il raggiungimento di un obiettivo condiviso – come quello del contenimento delle emissioni – con modalità libere, perché non mi compete, ma voglio focalizzarmi sull’adeguatezza delle nostre risorse a sostenere questa sfida. Rispetto agli altri Paesi Europei siamo ancora poco sviluppati; quale strategia possiamo attivare?

Vi è un modo virtuoso per analizzare la nostra situazione e prendere decisioni efficienti al fine di prepararci alla transizione verso l’auto elettrica. La strategia sta nell’uso dei dati; quali dati?
Innanzitutto, quelli relativi allo stato di fatto: si può partire dal portale Open Data Lombardia (che, purtroppo, non è interamente aggiornato in real time e necessiterebbe di un allineamento).
Successivamente, si può passare al numero di autoveicoli elettrici immatricolati nelle diverse zone territoriali, al numero di persone che potrebbero fruire dei punti di ricarica anche se non residenti, come lavoratori pendolari o turisti; infine, si può conoscere il grado di interesse verso il e-car sharing e, una volta ottenuti questi e altri dati, impostare la giusta strategia. Sono tutti dati non personali, anche provenienti da registri pubblici, che non vanno a ledere i diritti e le libertà delle persone.

Lo strumento giuridico che vuole incentivare l’innovazione e la competitività delle imprese e della Pubblica Amministrazione grazie alle potenzialità intrinseche dei dati già presenti, e raccolti da tutti i dispositivi smart già in uso, è il Data Act (proposta di Regolamento europeo).

Le big tech hanno fatto dei dati in loro possesso, spesso raccolti in modo aggressivo, la loro arma vincente; le nostre imprese possono prendere ispirazione dall’intuizione sul potere dei dati, ma operare in modo più etico.