I diritti offline vivono anche online

Diritti ed obblighi hanno una portata che si estende oltre la fisicità delle cose.

A volte si corre il rischio di considerare Internet un luogo in cui tutto è concesso, senza regole da rispettare e diritti da esercitare. Cambia l’ambiente ma non mutano i diritti e i doveri. Quello che esiste per la carta e lo spazio fisico, vale anche per i sistemi digitali o ibridi.

La privacy non si limita alle sole lettere cartacee, che possono essere aperte soltanto dal destinatario, ma va rispettata anche nelle e-mail. Se riceviamo per errore una comunicazione a noi non rivolta, dobbiamo subito eliminarla ed avvisare il mittente di averlo fatto.

Se possiamo rifiutare di vederci recapitata a casa la guida telefonica, possiamo pretendere di essere cancellati dall’elenco di una newsletter.

Navigando sul web, abbiamo diritto di scegliere se essere o meno profilati. Per capire cos’è la profilazione, immagina di essere sempre seguito da qualcuno che annota quali oggetti acquisti e di ricevere solo volantini pubblicitari con offerte in linea con le tue preferenze. Se ciò avvenisse nello spazio fisico, probabilmente arriveremmo a sporgere una denuncia per stalking nei confronti di questa <<spia>> che ci insegue di negozio, in libreria, al cinema o al ristorante, per cercare di tracciare i nostri gusti.

Se ci facciamo ritrarre in fotografie intime, queste non possono essere né stampate e appese per il quartiere, ma nemmeno inviate su WhatsApp agli amici.

Se per strada evito di diffamare qualcuno, sono tenuto allo stesso comportamento anche sui Social.

Se sono un genitore e mi preoccupo per le <<cattive compagnie>> di mia figlia o di mio figlio minore, ho il diritto di verificare a quanti e quali social è iscritta/o e cosa condivide nel suo profilo. Da genitore, sono responsabile anche della sua educazione digitale.

Se sono un artista e pubblico le mie creazioni online, non perdo il diritto di essere chiamato Autore.

Se ho un’attività, il divieto di concorrenza sleale va rispettato anche online.

Se conservo i documenti cartacei in una cassaforte, devo garantire la stessa sicurezza anche per quelli digitali.

E così via.

Il nodo della questione è questo: quello che vale offline, vale anche online.