Green Pass & Privacy

L’obbligo del certificato è lesivo della privacy?

L’obbligatorietà del green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro e nei locali viene spesso ritenuta lesiva della privacy dei cittadini. C’è molta confusione a riguardo e il rischio è proprio quello di usare il diritto alla privacy come scudo o freno ad altre libertà e diritti.
Cerchiamo, quindi, di capire se imporre il certificato verde sia, o meno, lesivo del diritto alla protezione dei dati personali.

Per farlo, iniziamo proprio dall’individuare i dati contenuti nel certificato verde.
Le informazioni che emergono in fase di verificazione del pass sono due: le generalità e il possesso del certificato stesso. Il controllore, giustamente, non viene a conoscenza del motivo per cui questo è stato rilasciato – vaccinazione, avvenuta guarigione o tampone negativo – perché questa specifica informazione non è necessaria e non serve a contenere l’emergenza sanitaria. Limitare i dati personali a quelli solo strettamente necessari è un’azione dovuta e risponde al principio della non eccessività dei dati raccolti/trattati. Su questo, il Garante Privacy era già intervenuto e oggi il green pass, pur essendo un documento legato alla sfera della salute, non lede il nostro diritto alla protezione dei dati personali.

Chiarito questo punto, ritorniamo al quesito principale.

Imporre il certificato verde per l’accesso alla maggior parte delle attività quotidiane non ostacola la privacy: questo diritto, infatti, viene tutelato ogni volta che le operazioni di esibizione e di verifica vengono eseguite secondo le indicazioni delle varie leggi che le disciplinano.

E così: l’unica app legale per la lettura del pass è quella sviluppata dal Ministero della Salute – VerificaC19 – salvo casi particolari non è obbligatorio esibire il documento di identità oltre al certificato, non si possono raccogliere i dati del certificato e altro ancora. In questa cornice, quindi, si inseriscono tutte le modalità legali di attuazione degli obblighi legati all’esibizione e verifica del green pass.

Il certificato verde è un’altra misura che sta temporaneamente limitando la libertà di circolazione ed è pure meno restrittiva rispetto ad altri passati provvedimenti. È una compressione momentanea, proporzionata e giustificata dalla minaccia sanitaria che stiamo ancora fronteggiando, con la consapevolezza che, a pericolo arginato, torneremo alle libertà e alla privacy pre-covid.

Leggi qui un articolo riguardo alle limitazioni della privacy nel contesto dell’emergenza sanitaria.

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi