Green Pass e Privacy

Il Green Pass, noto certificato che attesta l’avvenuta vaccinazione, la guarigione o la negatività dal test Covid-19, sarà operativo dal 1 luglio 2021.

Questa certificazione ha destato preoccupazioni al Garante della Privacy italiano, il quale è intervenuto per assicurarsi che l’operazione fosse rispettosa della nostra riservatezza. Il certificato infatti, benché sia voluto e ben visto da molti, porta dei dati sanitari, informazioni che sono sensibili.

Il problema, per il nostro Garante, era ed è proprio questo: cosa accade ai dati sanitari in fase di controllo/esibizione del Green Pass? È fondamentale che questi siano protetti e condivisi solo quando strettamente necessario.
Consentire ai controllori di avere accesso ai dati di salute del cittadino è troppo invasivo. Non si spiega la ragione per cui il gestore di una discoteca debba scoprire quando un certo utente sia stato vaccinato e con che tipo di vaccino; oppure a quando risale l’avvenuta guarigione dall’infezione.
E così vale anche per gli altri controllori deputati alle verifiche (pubblici ufficiali, gestori di strutture ricettive, locali e Rsa).

Non vi è ragione logica né, tantomeno, giuridica.
Anzi: un simile scenario è gravemente lesivo della privacy. Il soggetto chiamato alle verifiche saprà solamente che una certa persona possiede il Green Pass e non altro. Non ne conoscerà il titolo: se per vaccinazione, guarigione o per tampone negativo.

Negli scorsi mesi, il Garante è parso fin troppo scrupoloso e le relative richieste persino eccessive. Se si guarda, infatti, al Green Pass come mero <<lasciapassare>> per viaggi, cerimonie e visite presso Rsa, il rischio è proprio quello di non comprendere la bontà dell’intervento dell’Autorità. La vaccinazione è, come sappiamo, su base volontaria e il certificato consente di ripartire in sicurezza. Per godere di maggiori libertà non è necessario sbandierare a tutti se si è stati recentemente vaccinati, se si è guariti dal Covid o se si è fatto un tampone. È sufficiente esibire il certificato.
Perché arricchirlo di queste informazioni così sensibili?

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi

Immagine di neelam279, Pixabay