Euro digitale: si prospettano vari benefici

Immagina di fare piccoli acquisti e di pagare senza contanti e carte di credito. È questa la nuova sfida monetaria dell’Europa, che ha lanciato il progetto Euro digitale.
Nulla a che vedere con le criptovalute più note, come Bitcoin ed Ethereum, ma non per questo più facile da regolamentare.

Per capire al meglio gli obiettivi europei in materia di moneta virtuale, ho intervistato il dottor Davide Andreoli, consulente finanziario indipendente e titolare dello studio Ad Soluzioni Finanziarie.

L’Euro digitale sarà l’equivalente elettronico del contante, e affiancherà – ma non sostituirà – quest’ultimo.

Ci sono molti benefici legati all’introduzione e all’uso delle monete virtuali.
Una moneta digitale consente di avere un sistema monetario e di pagamento verde, perché ne riduce grandemente l’impronta ecologica. Il risparmio, però, è anche sul fronte dei costi e della discriminazione finanziaria: la valuta virtuale, infatti, è più inclusiva perché fornisce dei servizi di pagamento all’avanguardia e promuove l’innovazione.
Non solo: ci potranno essere dei benefici anche in termini di contenimento dei reati finanziari, che potranno essere tracciati e contrastati più facilmente.

In cosa sarà diverso l’Euro digitale? Difficile rispondere oggi in assenza di un progetto ben definito. Andreoli mi spiega che al momento, è in corso il solo progetto esplorativo, che durerà due anni, con l’obiettivo di elencare e studiare i pro e contro del nuovo sistema monetario. Solo al superamento positivo di questa fase, la Banca Centrale Europea inizierà a lavorare alla creazione della moneta. Ed è proprio nel coinvolgimento attivo e diretto della BCE che sta la vera differenza con le altre monete digitali, assolutamente prive di intermediari. La presenza di un intermediario vigilato fa pensare ad una maggiore affidabilità del sistema monetario, anche se dovranno essere sciolti numerosi nodi giuridici (come problemi a livelli di privacy e la tutela delle libertà fondamentali e dei consumatori).

L’Euro digitale non è l’apripista delle monete ufficiali digitali, perché tutte le Banche Centrali del mondo stanno pensando alla creazione di proprie valute virtuali. La Cina ha già lanciato lo E Yuan, che è già in fase di test nelle principali città. Pensare a progettare un ecosistema monetario virtuale è oggi un imperativo, perché la digitalizzazione sta interessando e trasformando tutti gli aspetti della nostra vita, anche i metodi di pagamento.

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi.

Di seguito, l’intervista completa al dottor Davide Andreoli.

Partiamo dalle basi: cos’è l’Euro Digitale?

L’Euro digitale sarà l’equivalente elettronico del contante, e affiancherà – ma non sostituirà – quest’ultimo.
Possiederà le stesse proprietà delle banconote (spendibilità, valore intrinseco, ecc..) ma non sarà stampato su carta speciale filigranata e non si terrà nel portafogli; sarà infatti completamente digitalizzato e sarà depositato in un portafogli elettronico personale (del tutto analogo ad un wallet per il deposito delle criptovalute).

Come funziona l’emissione e il trasferimento di Euro Digitale?

L’Euro digitale dovrebbe funzionare come le valute virtuali che circolano attualmente (Bitcoin&Co): sarà emesso e trasferito tramite blockchain e conservato in portafogli virtuali (wallet).
La grande differenza con le criptovalute è che il sistema sarebbe implementato e gestito dalla BCE stessa, così come accade per le banconote. Alle banche tradizionali, invece, spetterà l’apertura di portafogli digitali in euro ai clienti per conto della BCE.

A cosa serve la versione digitale?

L’obiettivo principale della BCE è quello di creare una moneta virtuale che affianchi le classiche banconote, in modo da permetta a cittadini e imprese di utilizzare appieno le potenzialità dei pagamenti digitali anche per le piccole spese quotidiane. L’introduzione dell’Euro digitale comporterebbe una forte spinta innovativa nel settore dei pagamenti digitali, con potenziali vantaggi per i consumatori in termini di maggior efficienza e minori costi.

Roadmap

A luglio di quest’anno la BCE ha deciso di avviare un progetto esplorativo della durata di due anni che ha l’obiettivo di esaminare pro e contro dell’Euro digitale in modo da studiarne le possibili caratteristiche e decidere se introdurre o meno nel mondo reale. Potremmo definirlo uno studio di fattibilità. Nel caso il progetto ricevesse il via libera, la Banca Centrale stima altri tre anni per la creazione e l’implementazione della moneta digitale, per un totale di cinque anni.

I possibili benefici della sua introduzione

Tutte le banche centrali del mondo stanno pensando alla creazione di valute ufficiali digitali (in Cina lo e-yuan è già in fase di test nelle principali città).
Questa necessità ha diverse cause scatenanti: dalla possibilità di fornire servizi di pagamento all’avanguardia, alla promozione dell’innovazione nel campo dei pagamenti e dell’inclusione finanziaria. Inoltre l’Euro digitale potrebbe rappresentare un’opzione per ridurre i costi complessivi e l’impronta ecologica dei sistemi monetari e di pagamento.
Da non dimenticare anche la possibilità di rendere più semplice il tracciamento e il contenimento dei reati finanziari, anche se non mancano dubbi e perplessità sul fronte privacy e libertà fondamentali.

Immagine di geralt, Pixabay