Etica: il velo sottile tra diritto e possibilità tecnologiche

Ogni speculazione riguardo al bene e al male ci spinge ad evolvere e a non farci travolgere dalle possibilità che oggi ci sono offerte.

L’evoluzione tecnologica, per esempio, ci pone costantemente questioni etiche. Domande che iniziano con è giusto che, solitamente, sono – o dovrebbero essere – la bussola che guida i Legislatori nella scelta della strada da seguire, facendo luce nella ramificata offerta di soluzioni che si possono adottare.

È di pochi giorni fa la notizia che la Grecia introdurrà delle multe agli over sessanta non vaccinati; l’Austria sta pensando di seguire l’esempio e probabilmente non sarà l’unica.
Le modalità di irrogazione della sanzione non sono chiare: un modo per individuare i trasgressori è sicuramente l’accesso ai dati sanitari di tutta la popolazione over sessanta al fine di verificarne lo stato vaccinale.
Questa procedura è certamente una possibilità data dall’offerta di soluzioni tecnologiche di cui disponiamo, ma è giusta?

Su questo tema si innesca una questione etica, che vede contrapposta l’esigenza di tutela della salute pubblica alla riservatezza dei singoli individui, che vedranno usati i propri dati sanitari, che sono informazioni sensibili, per una finalità che non è propriamente riconducibile al settore sanitario, ma legata a quello sanzionatorio. Il nocciolo della questione non è l’obbligo vaccinale, ma l’uso dei dati più sensibili dei cittadini, privati del mezzo più potente di tutela: il consenso. In Italia, esiste un principio costituzionale di solidarietà, anche ai sensi del quale abbiamo già subito e stiamo tutt’ora subendo delle limitazioni alla privacy e, quindi, alla nostra libertà. Questa compressione, però, deve essere legittima, giustificata e proporzionata.
Nel caso della Grecia, la lettura dei dati sanitari per l’applicazione di una sanzione è una misura proporzionata, legittima e giustificata? Esiste un altro modo per incentivare la vaccinazione? È una misura davvero necessaria per contenere gli effetti del virus? Le domande sono molte e le risposte sono difficili, soprattutto quando toccano i diritti fondamentali delle persone.

Che sia legittimo limitare la libertà di un singolo per la sicurezza di tutti, nel rispetto di alcune condizioni, è un dato vero e anche noi italiani lo abbiamo già sperimentato.
A noi giuristi il compito di vigilare oggi e domani, per assicurare che la compressione non sia illegittima, ingiustificata, sproporzionata e per vigilare sulla ri-espansione dei diritti e delle libertà a fine emergenza.

Qui un altro articolo in tema di privacy e limitazioni dovute dall’emergenza sanitaria

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi