E’ tutta una questione di dati

Prendere decisioni importanti, farlo nel modo giusto e più conveniente è uno dei compiti a cui spesso, a differenti livelli, chi amministra realtà o territori è chiamato a fare. I pesi e le conseguenze di queste azioni hanno, naturalmente, un effetto significativo, perché impattano, direttamente o indirettamente, nella vita di molte persone.

Esiste un modo per scegliere in modo più consapevole?

Se ci fosse la possibilità di prevedere, a livello più preciso, il grado di opportunità di una certa scelta, si potrebbero abbattere notevolmente i costi di un investimento negativo, quando le perdite si verificano per mancata conoscenza e/o valutazione di variabili iniziali. Se, per esempio, si vogliono sfruttare gli incentivi dell’installazione di una colonnina per la ricarica dell’auto elettrica, come si può scegliere il luogo fisico in cui collocarla?
Pensando alla Valcamonica, si potrebbe partire dal numero di immatricolazioni di auto elettriche e deciderne di conseguenza il loco dell’allacciamento. Sempre in tema elettrico, se una struttura ricettiva è intenzionata ad offrire un servizio di e-bike e e-car sharing, potrebbe optare per la somministrazione di un questionario ad un campione eterogeneo di turisti e valutarne la convenienza in base alle risposte raccolte; facendo il tutto, naturalmente, in modo lecito (senza ledere, quindi, la privacy degli intervistati e delle intervistate).
Questa analisi preliminare dei dati già disponibili – immatricolazioni – o acquisibili – questionari – permette di fare un investimento più informato.

Semplificando, la riflessione è questa: decidere consapevolmente grazie alle informazioni già disponibili e/o acquisibili. Più informazioni si hanno, meglio si possono programmare politiche ed investimenti.

Questo tema si basa, in buona parte, sulle opportunità offerte dagli Open Data, che sono l’insieme delle informazioni provenienti dalla Pubblica Amministrazione. I dati non sono solo notizie/informazioni, ma sono una fonte di valore. Disporre di un patrimonio informativo sempre aggiornato consente di generare vero valore, soprattutto per i cittadini. Si pensi all’elaborazione dei dati delle certificazioni energetiche degli edifici e del catasto impianti ai fini della programmazione di un piano di riqualificazione urbana. Progettare politiche consapevoli di governo del territorio consente di abbattere costi ed emissioni, e creare impatti positivi sull’economia locale. Quest’ultima non è un’ipotesi astratta, ma il risultato di un progetto promosso da Edison, EIFER ed il Politecnico di Torino e applicato al centro storico di Torino. Ora, immagina di replicare il modello in Valcamonica e nel resto d’Italia. I benefici possono superare di gran lunga le sfide e le difficoltà del modello.            

Valorizzare questa nuova economia può essere l’occasione per ripensare al modo in cui governiamo ed amministriamo.

Articolo pubblicato nella sezione “Innovazione e Legal Tech” del Movida-Terre Camune Magazine.