E-COMMERCE TRAMITE SOCIAL NETWORK

Affrontiamo il panorama normativo per il commercio tramite social network

L’e-commerce è diventano una stabile abitudine dei consumatori e, negli ultimi anni, è cresciuto davvero esponenzialmente.
Il mercato dell’e-commerce non trova ostacoli o barriere tecnologiche e ogni ambiente virtuale può essere convertito a luogo di scambio di beni, prodotti e/o servizi.

In questo articolo, mi voglio concentrare unicamente sullo scambio di beni, prodotti o servizi tramite social network (non verranno, quindi, presi in considerazione né gli acquisti in app nè quelli tramite e-commerce aziendale).

Iniziamo valutando il background normativo, chiedendoci se esistono norme ad hoc per la compravendita tramite social.
A questa risposta dobbiamo rispondere negativamente, posto che al social commerce sono applicabili le norme già previste per il commercio elettronico aziendale (D.lgs. 70/2003) unitamente a quelle del Codice del Consumo (D.lgs. 205/2006).
Naturalmente, la disciplina giuridica andrà adattata alla peculiarità dell’ambiente social, senza limitare o ridurre minimamente le garanzie a tutela del consumatore.
Innanzitutto, quindi, dovrà essere previsto un sistema di contatto rapido, attivabile in ogni fase della trattativa commerciale; inoltre, nel rispetto dei principi di buona fede, correttezza e lealtà, ogni prodotto commercializzato dovrà essere corredato di una completa descrizione (contenente ogni informazione necessaria al consumatore per effettuare la scelta: uso generale, uso particolare, ecc). Dovranno, poi, essere descritte in maniera chiara ed inequivocabile le modalità per l’esercizio del diritto di recesso, che non potrà risultare troppo gravoso/oneroso per il consumatore.
Vige anche nel social shopping il divieto di pratiche commerciali scorrette: la pubblicità, pertanto, dovrà essere non ingannevole e non aggressiva; dovranno essere presenti dei banner a tutela dei minori, segnalando come requisito necessario per la conclusione del contratto la maggiore età.
Infine, sono condizioni preferenziali l’adozione di metodi di pagamento certificati e sicuri ed un sistema di trasporto/consegna garantito.

Dal punto di vista della tutela del dato personale, dovrà essere raccolto il consenso per la cessione dei dati a soggetti terzi (primo tra tutti il social che ospita la vetrina) e per le eventuali ed ulteriori finalità di trattamento (ad es. marketing). Al consumatore, quindi, dovrà essere fornita idonea informativa, che gli consenta una valutazione in ordine all’espressione o meno del proprio consenso al trattamento.

Veniamo, ora, all’applicazione concreta del social commerce, iniziando con Facebook.
Per questo Social sono stati predisposti i seguenti sistemi:

  • Vetrina: piattaforma in cui un utente aziendale può inserire i prodotti in vendita e concludere contratti tramite scambio di messaggi privati con il consumatore oppure indirizzando quest’ultimo all’e-commerce aziendale;
  • Marketplace: una portale appositamente creato da Facebook ed ideato per annunci e vendite online (si pone come competitor di Subito.it ed Ebay per citarne i più famosi);
  • Gruppi: è possibile creare dei gruppi per pubblicizzare e commercializzare determinati prodotti.

A differenza di Facebook, Instagram non permette di procedere materialmente all’acquisto/vendita di prodotti, beni o servizi, ma consente di fornire informazioni sul’azienda iscritta ad IG ed anche dei suoi prodotti.
La funzione Shopping di Instagram consente di taggare dei prodotti all’interno di ogni immagine pubblicata; l’utente, quindi, potrà acquistare i medesimi direttamente nel negozio online, al quale viene indirizzato.

Decidere di evolversi nell’e-commerce è una scelta che deve necessariamente tenere in considerazione gli aspetti burocratici e legali, non solo di strategia aziendale; curando e prestando attenzione a tutti questi aspetti, l’imprenditrice, l’imprenditore o l’azienda avranno senz’altro buone possibilità di realizzare una rete di vendita che funzioni e porti sviluppo e interessi al proprio business.

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