Droni: come volare senza incorrere in sanzioni

Usare i droni per scopo ricreativo è divertente e lecito, se fatto nel rispetto della normativa dell’ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile – e della privacy. Pilotare un drone per hobby non è illegale, ma occorre rispettare la normativa prevista per la sicurezza del volo ed evitare di violare la riservatezza delle altre persone.

Insieme all’ing. Federico Spiranti, fondatore di AF Drones, ho capito come volare legalmente evitando di incorrere in sanzioni.

ATTESTATO

Per i piccoli velivoli – con peso inferiore a 250 gr – non è richiesto l’attestato di Pilota. Per gli altri, invece, sarà necessaria una preparazione e un test, la cui difficoltà cresce con l’aumentare delle dimensioni del drone. Questa è una novità normativa, perché fino all’anno scorso, per poter pilotare ogni tipo di drone erano obbligatori addirittura quattro esami – come, di fatto, si è ritrovato a fare l’ing. Spiranti.

PRIVACY

Anche chi conduce droni per gioco deve rispettare il regolamento privacy. Ecco alcune basilari regole:

  • Se si sorvola uno spazio pubblico con un velivolo dotato di fotocamera è bene evitare di invadere lo spazio personale e la sfera privata dei cittadini, o captare e registrare conversazioni private;
  • Eventuali immagini raccolte non potranno essere diffuse senza consenso scritto degli interessati, salvo che i soggetti ritratti siano del tutto irriconoscibili. Per rendere non identificabili le persone riprese, il pilota può anche usare appositi software per oscurare o pixellare il volto.

Il rispetto della privacy vale tanto per l’uso ludico del drone che per quello professionale: l’ing. Spiranti, per esempio, mi ha confermato essere solito far sottoscrivere un’apposita informativa al committente, prima di sorvolare uno spazio privato.

Prima di far volare un drone, verifica che sia provvisto dell’apposito marchio CE; attenzione a quelli auto-assemblati: dal primo gennaio 2023 non potranno più volare se sprovvisti del marchio CE. Inoltre, in quanto dispositivi elettronici, devono essere costruiti per raccogliere meno dati personali possibili; anche per questi velivoli valgono i noti principi di privacy by design e privacy by default.


Ecco il testo integrale dell’intervista rilasciatami dall’ing. Federico Spiranti.

Quale percorso di studi e formazione teorico-pratica hai dovuto affrontare per la conduzione di droni?

Era il 2014 quando ho scoperto questa mia passione. Da allora è cambiato tutto. Ho costruito un drone ”fai da te” insieme a un amico, iniziando a effettuare i primi voli. Da subito ho capito che questo mio hobby sarebbe divenuto la mia professione, spinto dal motto “scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua”.

Mi sono così informato sui requisiti necessari per inserirmi nel mondo del lavoro, studiando minuziosamente tutta la normativa dell’epoca disponibile sul sito dell’Enac, e sui costi da sostenere (svariate centinaia di euro). Ho scelto la Drago Droni di Bergamo, instaurando un ottimo rapporto sia con il proprietario Maurizio Drago sia con il figlio Michele.

All’epoca per poter ottenere l’attestato di pilota di droni riconosciuto dall’Enac era necessario sostenere un primo corso, definito “Basico”, e poi un secondo, conosciuto come  “Cro”, per poter realizzare operazioni critiche in scenari standard.

Il corso basico era composto da una parte teorica in aula di sedici ore e una parte di pratica di volo di cinqe, al termine delle quali l’allievo doveva sostenere un esame composto da 24 domande a risposta multipla e un volo valutato da un esaminatore Enac.

Enac suddivideva i droni in due categorie in funzione del peso e della massa operativa al decollo (mod):

·         droni di classe VL (con peso totale che va da 300 grammi a 4 chili);

·         droni di classe L (con peso totale maggiore di 4 chili e minore o uguale a 25 chili).

Dunque per poter eseguire voli con ogni tipo di drone civile era necessario sostenere quattro esami (con ingenti costi).

Oggi tutto è cambiato.. sinceramente non so se in meglio o in peggio.

I piloti saranno divisi in categorie che entreranno in vigore con il primo gennaio 2021, ovvero:

  • Open;
  • Specific;
  • Certified.

Prima di addentrarci è doveroso precisare che esiste una “Limited open category”, definita da noi del settore una categoria di transizione. Infatti l’art. 22 del R. 2019/947 definisce la fase di transizione tra i vari regolamenti e sarà valida fino all’entrata definitiva del regolamento. ovvero fino al 1/1/2023.

Ricordiamo che il regolamento europeo prevede un periodo transitorio di tre anni (2020-2023), in cui i droni di oggi senza nuovo marchio CE potranno volare nelle Limited open category. Di conseguenza, i droni di oggi per poter volare in categoria A1C1 non dovranno pesare più di 500 grammi. I droni di oggi per poter volare in A2 non dovranno pesare più di due chili e dovranno mantenere almeno 50 metri di distanza da persone non coinvolte. I droni di oggi fino a 25 chili potranno volare per sempre in categoria A3, ma dovranno essere condotti mantenendo una distanza di almeno 150 metri da zone residenziali, industriali, ricreative; inoltre nella zona di volo non dovranno essere presenti persone non informate.

Per tutte le open category, a eccezione della A1C0 (droni < 250 grammi), il pilota dovrà seguire un corso online e superare un test online. Sul drone > 250 grammi dovrà essere applicato un dispositivo elettronico di identificazione. Sono quindi state confermate le voci di corridoio, cioè che per condurre tutti i droni dotati di dispositivo in grado di captare dati personali, come a esempio una telecamera, sarà necessario registrarsi. Anche per i droni < 250 grammi saranno esonerati soltanto quelli dichiarati giocattolo secondo le relativa direttiva europea

Limited open category – Disposizione transitorie – Art. 22 R. 2019/947 – Valido fino al 1/1/23

La seguente tabella è di facile lettura e serve a capire a fondo lo stato attuale delle cose.

Per chi come me ha avuto gli attestati Cro del vecchio regolamento, Enac ha specificato che il pilota è autorizzato a pilotare tutti i droni sopra elencati (con MTOM<25 kg) in scenari standard (STS 01 e STS02). In sostanza non si perde nessun privilegio acquisito in precedenza.

Chi invece ha sostenuto solo il cosiddetto “Basico online” non potrà volare con droni >500 grammi salvo aver sostenuto l’esame integrativo di abilitazione in un centro riconosciuto.

Enac puntualizza inoltre in una faq che i droni con MOD<250 grammi possono essere ancora utilizzati senza attestato, così come accadrà dal 1 gennaio 2023, in accordo anche con le norme transitorie vigenti.

Come possiamo usare i droni legalmente: ci sono delle regole per l’utilizzo a fini di hobbistica?

Vale quanto detto sopra anche per gli hobbisti. Con il nuovo regolamento Easa non esiste più la destinazione d’uso, ovvero ambito professionale o ludico, ma semplicemente una normativa in base alla Mod (Massa operativa al decollo).

I droni registrano le immagini? Con AF Drones hai applicato particolari misure per la protezione dei dati personali?

I droni sono strumenti formidabili e come tali vanno usati con conoscenza e coscienza. Per citare un celebre film della Marvel “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

Rispettando lo spazio aereo (controllare sempre D-Flight prima di un volo), possiamo sapere con certezza dove si può volare e soprattutto come. L’aria non ha una proprietà privata quindi, rispettando il regolamento, posso sorvolare delle abitazioni senza violare alcuna legge. Ma se dovessi acquisire file multimediali, quali fotogrammi o video, potrei incorrere nella normativa sulla privacy.

Inoltre ricordo che alcune zone, definite tecnicamente Red zone P, ovvero zone rosse private, rendono impossibile il sorvolo dell’area richiesto ad Enac da parte dei proprietari. Un esempio?

La pista di prova di Balocco della Fca subito dopo Milano è una Red zone P, dove la Fiat, diverso tempo fa, aveva richiesto il divieto di sorvolo dell’area per evitare lo spionaggio industriale. Senza entrare nel merito della normativa, per volare in questa zona bisognerebbe richiedere l’autorizzazione del proprietario o del suo diretto responsabile e, una volta ottenuta, compilare un Atm-05 e comunicare il tutto a Enac.

Noi, fortunatamente, avendo una richiesta scritta da parte dei committenti, non abbiamo ulteriore burocrazia da sbrigare. Sia che si tratti di un rilievo di un terreno o di uno architettonico, una volta acquisiti i fotogrammi necessari, passiamo all’elaborazione tramite pc.

Uno speciale ringraziamento all’ing. Federico Spiranti per il contributo ed il tempo dedicatomi.

Scarica l’infografica che riassume le regole da seguire per il volo:

Articolo tratto dalla rubrica digitaLegal del Bresciaoggi.

Immagine di lukasbieri, Pixabay