Districarsi tra i concorsi a premi sui social

Anche i concorsi a premi si sono evoluti digitalmente.

Siamo passati dalla cartolina spedita per posta alla condivisione sui social di un certo contenuto e oggi è frequente imbattersi in un contest organizzato su Instagram o un altro network.

Con Massimiliano Ferrari, fondatore della Max Marketing S.r.l. e tra i primi italiani a lanciare un concorso a premi su Facebook, ho capito come organizzare legalmente queste campagne promozionali online e come riconoscere un concorso irregolare.

Facciamo subito chiarezza: contest o concorso a premi sono la stessa identica cosa.
Diversi, almeno formalmente, sono i giveway, ossia il regalo di qualcosa. Nella sostanza, mi spiega Ferrari, quasi tutti i giveway si riducono ad essere dei concorsi a premi.

I social network sono un potente veicolo pubblicitario, perché consentono di raggiungere milioni di persone. Per questo motivo il Ministero dello Sviluppo Economico vigila costantemente sul rispetto della normativa di settore. I diritti in gioco, infatti, sono veramente importanti e pure di rango fondamentale.
I concorsi a premi, anche online, possono potenzialmente ledere sia i diritti dei consumatori che la privacy degli utenti. Alla base del meccanismo del contest, infatti, c’è questo processo: un’azione – dell’utente – in cambio di una possibile vincita.

Come distinguere, quindi, un concorso legale da uno non regolare?
È sufficiente ricercare la presenza di questi elementi.
Alla base del concorso a premi deve sempre esserci un regolamento, facilmente accessibile dagli utenti. Questo regolamento deve indicare il premio e le azioni che l’utente deve compiere per aggiudicarselo – es. mettere un like – la durata della campagna, la cauzione, la presenza del un notaio o del funzionario della Camera di Commercio al momento dell’estrazione del vincitore, i termini di notifica della vincita e tutte le informazioni necessarie a spiegare al partecipante le modalità operative della promozione.

La normativa è complessa e il fai da te può essere molto rischioso, oltreché controproducente, a causa delle sanzioni che possono essere applicate.

In conclusione: fare business tramite i Social network è possibile; farlo con legalità anche.

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi

Immagine di geralt, Pixabay