Deep fake: Telegram e il software che spoglia le donne

Il deep fake non è una novità del 2020.
È una tecnica con la quale si combinano e sovrappongono immagini e video già esistenti, per creare un nuovo contenuto manipolato. In pratica, si creano immagini e video fake.

Fino ad oggi, nella rete di questa contraffazione sono caduti i big della politica mondiale, come Barack Obama, ma anche molte celebrità e persino il Papa.

Oggi, però, questo fenomeno ha assunto una connotazione gravemente e pericolosamente illegale, originando il derivato fenomeno chiamato porn deep fake. Esiste, infatti, un software che è in grado di ricostruire l’aspetto che il corpo avrebbe sotto gli indumenti.

Nelle scorse settimane, sul noto servizio di messaggistica online Telegram, sono circolate le immagini di ragazze e giovani donne nude. Naturalmente, le fotografie non sono autentiche ma sono state create ricorrendo alla tecnica del deep fake, o porn deep fake in questo caso. In pratica, la vittima viene letteralmente spogliata e si crea un fotomontaggio del suo volto su un corpo nudo. Le conseguenze sono disastrose: a causa del realismo dell’immagine, e della scarsa conoscibilità del fenomeno, le malcapitate rischiano gravi problemi reputazionali e psicologici.

Il porn deep fake è solo un altro abuso in danno alle donne.

Sino ad oggi, si stima la contraffazione delle immagini di oltre centomila soggetti femminili.
I numeri sono talmente elevati da aver allertato il Garante della Privacy, il quale ha aperto un’istruttoria nei confronti di Telegram. Quest’ultimo dovrà dimostrare di aver rispettato le norme sulla protezione dei dati è dovrà chiarire se conserverà il materiale manipolato e le reali finalità della sua conservazione.

In considerazione dei numeri del fenomeno, c’è da presumere che non tutte le vittime siano consapevoli del sopruso. La maggioranza delle immagini utilizzate per la contraffazione proviene dai social. Sono selfie e fotografie innocentemente postati dalle vittime, tra cui si annoverano anche delle minorenni. Ci saranno da accertare, quindi, non solo eventuali violazioni della privacy, ma anche possibili responsabilità penali per potenziali reati commessi con la divulgazione di queste immagini.

Scarica l’infografica che ho realizzato sull’argomento:

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi

Immagine da Pixabay