Cybersecurity: mero esercizio di virtuosismo o reale necessità?

Le testate giornalistiche nazionali, con sempre maggior frequenza, titolano denunciando l’assenza di esperti del settore informatico. L’ambito della cybersecurity, nello specifico, si trova in un momento storico nel quale vi è sempre più domanda di servizi – e, quindi, di persone in grado di fornirli – e poca disponibilità di capitale umano specializzato. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nell’ambito della riforma digitale della Pubblica Amministrazione, ha aiutato a concentrare l’attenzione alla cybersecurity, che oggi non è più un esercizio di mero virtuosismo, ma è una vera e propria necessità.

Siamo realmente così esposte ed esposti all’attacco informatico? La minaccia cyber è concreta?

La risposta è sì ad entrambe le domande.

I dati forniti dai rapporti annuali Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) restituiscono l’immagine di un’Italia ancora troppo poco consapevole.

Un esercizio di test davvero efficace è la «prova di evacuazione», che si ispira all’esercizio che la maggior parte di noi ha eseguito, almeno una volta, in ambito scolastico o lavorativo. È sufficiente iniziare a verificare il proprio grado di consapevolezza sulla capacità di intercettazione dei tentativi di phishing. Ciò è davvero importante, sia per le persone che non operano in contesti di business, sia per chi vende prodotti e/o servizi. Il phishing è una minaccia davvero subdola: si impiega un veicolo quotidiano (come l’e-mail) per inviare al destinatario un’esca. Saresti in grado, oggi stesso, di difenderti da questo attacco? La difesa consiste nell’individuazione del pericolo e nella sua corretta gestione. Questo è un esercizio di primaria importanza per le persone; è vitale per chi opera in un contesto professionale, perché ha almeno due centri di interesse da tutelare: il bene aziendale e i dati delle persone che, a diversi gradi e per diversi motivi, ha in custodia.

Ogni giorno, gli hacker informatici mietono vittime; questa incapacità di difesa ha un costo economico. Anche per le persone, non solo per le aziende.

Non vi può essere digitalizzazione senza accrescimento della propria educazione digitale. Ognuno di noi, a diversi livelli in base agli strumenti effettivamente impiegati nella vita quotidiana privata e professionale, è chiamato all’autovalutazione. Non ci sono sconti o seconde occasioni. Non vi sono eccezioni: è un appello per tutte e tutti.