Bitcoin e la corsa all’oro digitale

Per la maggior parte di noi, investire significa acquistare immobili, azioni, o beni preziosi, ma non per tutti.
Ci sono investitori che puntano a qualcosa che non si può toccare perché non esiste fisicamente: le criptovalute.
Tutti ne parlano, pochi le possiedono e nessuno può sapere con assoluta certezza se saranno un fenomeno passeggero o se, invece, saranno destinate ad espandersi sempre di più.

Le monete virtuali esistono da oltre una decina di anni – non esiste solo Bitocoin – e nel tempo hanno incrementato esponenzialmente il loro valore, nonostante l’indifferenza e lo scetticismo di chi non ammette che il panorama finanziario sta cambiando. È di pochi giorni fa la notizia che Elon Musk, patron di Tesla, SpaceX e Solarcity, proprio con Tesla ha investito 1,5 miliardi in Bitcoin e ufficializzato l’accettazione di pagamenti in Bitcoin. <<Quando la valuta ha interessi reali negativi, solo uno sciocco non guarderà altrove>> è il commento di Musk sugli effetti della pandemia nei mercati finanziari.
Se l’uomo più ricco del mondo investe in questa <<moneta>> è meglio provare a farsi un’idea dell’argomento.

I Bitcoin sono una valuta virtuale; non ne esistono in formato di banconote, come gli Euro o i Dollari, né sono custoditi o governati da autorità centrali, banche o altri intermediari. Per possederli occorre passare per la loro creazione, con un processo interamente digitale chiamato <<mining>>, o per acquisto/scambio con Bitcoin già circolanti.

Oggi, dopo il massivo acquisto di Tesla, il valore del Bitcoin è volato attestandosi ad oltre 45 mila Euro.

Nel panorama mondiale, molti big hanno ufficializzato l’accettazione di pagamenti in criptovalute, Amazon in testa, e il trend è destinato a crescere. L’Italia non è esclusa dal fenomeno: meno di una settimana fa, a Padova, è stata acquistata una Ferrari interamente in Bitcoin. La valuta digitale si sta facendo strada tra i metodi di pagamento già riconosciuti, soprattutto nel mercato delle auto.

È bene iniziare ad uscire dai confini tradizionali e pensare che nei prossimi anni, anche nel mercato finanziario, l’ago della bilancia si sposterà un po’ più verso il digitale.

Articolo pubblicato nella rubrica digitaLegal del Bresciaoggi.

Immagine di geralt, Pixabay